Un nuovo giardino sul lago

Innocenti evasioni


"Innocenti evasioni" è il titolo che Mogol ha scelto di destinare al giardino di cui ti sto per parlare. Un progetto iniziato mesi fa con "I giardini di marzo" e terminato (o forse no) con la riqualificazione di un lago all'interno della Tenuta dei Ciclamini, Toscolano, Umbria (sede del Centro Europeo Toscolano di Mogol).
Consuelo Fabriani, architetto del paesaggio, amica e ideatrice del progetto (www.a3paesaggio.com), mi ha chiamato per assistere alla direzione lavori e per assicurarsi che tutto si svolgesse senza intoppi.
Le condizioni estreme del suolo, composto quasi interamente da argilla, sono state sempre al centro della nostra attenzione. Se hai letto qualche mio articolo precedente, ti sarai reso/a conto del ruolo che svolge la preparazione del terreno e in generale tutta la fase d'impianto. Puntare al risparmio all'inizio vuol dire poi spendere almeno il doppio in futuro per ottenere lo stesso risultato.


In un giardino i punti d'acqua svolgono un ruolo primario, attirando l'attenzione dei visitatori. Figurati cosa può arrivare a fare un lago.

Cosa abbiamo utilizzato per rendere il suolo un pò più accogliente per le nostre 3000 piante? Sicuramente un bel quantitativo di sabbia. La sabbia è un ammendante fondamentale quando il suolo risulta essere molto pesante. La porosità aumenta e quindi di conseguenza l'ossigeno e la fertilità (senza ossigeno non c'è vita utile nel terreno).
Quanta usarne al mq? Di solito è bene calcolarne almeno 5 mc ogni 100 mq, andando quindi a posarne sul terreno circa 5 cm. Basta? Assolutamente no.
E' importante poi interrarla superficialmente, andando così a migliorare direttamente tutto il substrato iniziale, il più esplorato dagli apparati radicali.

Chiaramente la pendenza della superficie destinata alla piantagione non ha consentito la normale lavorazione meccanica. La lunghezza del braccio meccanico dell'escavatore è stata di enorme aiuto poiché una volta posata la sabbia, rompendo delicatamente la crosta superficiale è stato possibile miscelare il tutto.
Aumentare la frazione di sostanza organica sarebbe stato di ulteriore aiuto, ad esempio mediante l'utilizzo di compost o cippato fresco. Purtroppo le tempistiche e la logistica non sempre ci vengono incontro.
Reperire un compost di qualità diventa sempre più difficile e i produttori sono pochi e spesso situati soltanto intorno alle grandi città. Ancora più difficile diventa trovare un buon cippato, ancora troppo poco utilizzato in Italia (ma stra utilizzato in tutto il mondo occidentale). Acquistando un biotrituratore, in futuro, sarà possibile ammendare gradualmente la superficie e contribuire in modo importante allo sviluppo della sostanza organica (con tutti gli enormi benefici per le piante).

Micorrize

Andava trovato un altro sistema da integrare all'utilizzo della sabbia, da sola non sufficiente per un terreno così difficile. Utilizzo da anni inoculi di funghi micorrizici nei miei giardini, con risultati di tutto rispetto. Per capire come essi interagiscono con le radici formando un legame simbiotico, ti consiglio di vedere questo bellissimo video: Il suolo è un organismo vivente

Con essi avrei aumentato la resistenza alla siccità e alle malattie, fattori indispensabili ad oggi per mantenere bassi i costi di gestione. Avrei anche aumentato la velocità di crescita grazie alla maggiore capacità da parte delle piante di assorbire nutrienti. Ogni pianta è stata quindi attentamente micorrizata, alberi compresi.

Progetto


Uno scorcio de "I giardini di Marzo" creati precedentemente e composti da Prunus da fiore.

Chi meglio dell'ideatore può raccontarti la sua creazione? Ecco un estratto dal suo sito:

"Il Giardino del Lago si sviluppa unicamente sul lato Nord e su due livelli progettuali differenti: la sponda sull’acqua e la strada che costeggia il bosco. Lungo la sponda l’impianto della vegetazione è stato studiato in funzione delle oscillazioni stagionali del livello dell’acqua, tenendo in considerazione le minime estive e le piene invernali. Le piante sono state quindi messe a dimora lasciando liberi circa due metri di sponda a partire dall’acqua che, durante la primavera e l’estate, si ripopolerà spontaneamente di Typha angustifolia. La vegetazione scelta si sviluppa in “macchie” di piante acquatiche e palustri sul livello più basso e graminacee ornamentali su quello più prossimo alla strada. Sempre sulla sponda sono stati scelti alberi tipici ripariali: Taxodium distichum, una varietà di cipresso spogliante, capace di vegetare anche in acqua, che durante l’autunno vira in un colore arancio-ruggine, Salix babylonica, meglio noto come salice piangente, immancabile lungo un lago e Salix caprea ‘Pendula’, piccoli alberi dai lunghi rami flessuosi che alla fine dell’inverno si ricoprono completamente di fiori, come bottoni, di color bianco argenteo per poi diventare giallo oro.



Il giallo, in tutte le sue sfumature, da quello acceso e brillante degli iris ai marroni dei carex è il colore dominante del progetto che, al termine della stagione estiva si riaccende in maniera forte e dominante con i Ginkgo biloba durante tutto l’autunno. La varietà scelta è di tipo colonnare con ramificazioni a partire dal basso e sono stati disposti a filare lungo la strada sul lato che costeggia il bosco, collegati l’uno all’altro da gruppi di Pennisetum alopecuroide ‘Paul’s Giant’ e Verbena bonariensis. Unico elemento di forte contrasto è il Liquidambar styraciflua, un albero di prima grandezza le cui foglie, di un tenue verde primaverile si trasformano in autunno in una gamma incredibile di varie tonalità del giallo, del rosso, del marrone e del violaceo. Gli fanno da contrappunto, in estate e autunno, i Pennisetum thunbergii ‘Red Button’, graminacee ornamentali con insolite infiorescenze rosso scurissimo in contrasto con il fogliame sottile e verde tenero. Sul lago una pedana galleggiante in legno è stata pensata per occultare i motori di pompaggio dell’acqua e per offrire uno spazio utile dove poter stare immersi nella natura e nella quiete del lago."


In questi render è possibile osservare la resa del giardino in primavera e in autunno.

Sulla sponda del lago sono state utilizzate le seguenti piante:

Acanthus mollis
Achillea millefolium
'Terracotta'
Acorus calamus 'Variegatus'
Acorus gramineus 'Ogon'
Carex testacea
Deschampsia cespitosa
'Schottland'
Equisetum hyemale
Hydrangea quercifolia
Iris barbata 'Bronze Babe'
Iris pseudoacorus
Ligularia stenocephala
Lysimachia clethroides
Peltiphyllum peltatum
Pennisetum thunbergii
'Red Button'
Petasites japonicum 'Giganteum'
Phalaris arundinacea 'Picta'
Pontederia cordata 'Alba'
Schoenoplectus tabernaemontani 'Albescens'
Spartina pectinata 'Aureomarginata'
Thelypteris palustris



Piantine di Lysimachia, Phalaris e Thelypteris appena collocate e in attesa di esser piantate.


Carex testacea. Subito dopo le incredibili chiome di Salix caprea 'Pendula'.

 
Acorus gramineus 'Ogon' e Acorus calamus 'Variegatus' visti da vicino.


Distesa di Iris pseudoacorus. In primavera porteranno un'elegante e non troppo vistosa macchia di giallo.

Alberi

Ogni singola buca d'impianto (rigorosamente quadrata come spiego in uno dei miei primi articoli) è stata arricchita con sabbia e inoculo di funghi micorrizici adatti per gli alberi. Lavorare superficialmente tutta l'area d'impianto sarebbe stato di aiuto per il corretto sviluppo dell'apparato radicale, ma non sempre le condizioni del sito lo permettono. Puntare su una buca d'impianto grande (larga, non profonda) è sicuramente cruciale. Il tutoraggio classico con 3 pali, ancora in fase di allestimento e visibile nelle seguenti foto, garantirà un corretto supporto per i primi 2-3 anni.
Un consiglio che mi sento di darti è quello di non potare mai un albero appena trapiantato: lo stress derivato dal cambio di sito rappresenta già una fase estremamente delicata per l'albero. Posticipa quindi gli interventi di potatura finalizzati alla corretta impostazione della chioma a quando la pianta avrà cominciato a radicare e avrà quindi superato lo stress da trapianto.


Questo nuovo esemplare di Salix babilonica diverrà in futuro uno dei protagonisti del giardino.

 
Il filare di Ginkgo biloba fastigiata 'Blagon' che farà da contorno assieme ai Pennisetum e le Verbene.

Infine, l'ottima organizzazione e l'esperienza ci hanno consentito di mettere a dimora più di 30 alberi e 3000 piccole piante in soli 7 giorni lavorativi.
Per ora è tutto. Se avrai pazienza di aspettare la primavera non te ne pentirai!

di

Stefano Assogna