Non il solito prato

Il mondo delle graminacee


Cosa possiamo usare al posto del prato classico? Le specie da tappeto erboso si contraddistinguono in microterme e macroterme, in funzione del loro adattamento al clima. Le prime hanno due picchi di crescita, primavera e autunno, le seconde nel periodo estivo. Eccetto Festuca arundinacea, di solito le altre microterme mal tollerano siccità e alte temperature (anche se nuove varietà in commercio cominciano ad invertire questo trand). Per questo motivo vengono maggiormente utilizzate in climi freschi o freddi.


Stenotaphrum secundatum
Fonte

Le macroterme presentano numerosi vantaggi quali:


• Richiesta idrica minore.

• Resistenza a siccità e alte temperature.

• Tolleranza al taglio basso.

• Apparati radicali più profondi rispetto le microterme.

• Alta resistenza agli attacchi dei funghi.

• Il calpestio viene ben tollerato.


Viceversa resistono meno agli insetti parassiti e d’inverno entrando in dormienza virano al giallo. Questo cambio di colore può essere interpretato come movimento e mutamento, imparando ad apprezzare qualcosa che varia nell’arco dell’anno. Per gli amanti del verde è possibile ricorrere alla trasemina autunnale di loietto, spargendo il seme e un sottile strato di terriccio misto a sabbia. Questa microterma garantisce la copertura verde autunnale e invernale, consociandosi egregiamente con le macroterme.
Un altro grande pregio è dovuto sicuramente alla natura intrinseca delle macroterme. Esse sono stolonifere e rizomatose e propagandosi orizzontalmente, ostacolano fortemente la nascita e il proliferare di erbe spontanee.


Festuca arundinacea in forma naturale.

Tra le più note cito le Bermuda Grass, gruppo di gramigne selezionate per tappeti erbosi sportivi di alto pregio, Zoysia (Z. matrella, Z. japonica, Z. tenuifolia), Paspalum vaginatum, ideale per le zone costiere vista l’elevata tolleranza all’acqua salina e Stenotaphrum secondatum, la più indicata per le zone d’ombra.
Molto diffusa negli Stati Uniti è la Buffalo Grass, Buchloe dactyloides, utilizzata sia per tappeti erbosi sia per prati più naturali. Questa versatilità di alcune graminacee tra cui Festuca rubra e Zoysia spp., è l’ideale per chi voglia un prato dai molteplici risultati finali. Se tagliate con continuità, esse si adattano egregiamente ai canoni estetici del prato classico. Se lasciate crescere, avranno un aspetto più selvatico e movimentato, tollerando anche meglio lunghi periodi di siccità.


Zoysia sp. usata come alternativa al tappeto erboso in California.


Festuca rubra e il suo particolare effetto ondulato.

Negli Stati Uniti viene chiamato greensward una distesa di graminacee, carici e altre piante simili. A seconda delle specie utilizzate, le finalità del greensward sono molteplici: da area altamente calpestata a zone dal solo valore estetico.
In California si usano diverse specie di carici autoctoni e non, che ben si prestano a molti usi, tra cui il prato calpestabile. Tra i più usati Carex pansa, C. praegracilis, C. subfusca, C. flacca e C. texensis. Un carice che è facilmente reperibile in Italia è senza dubbio Carex buchananii, famoso per il suo ciuffo eretto di colore bruno rossastro. Può essere abbinato in quantità assieme a Festuca glauca, graminacea dalla colorazione grigio-argentea di bassa statura, creando un ottimo contrasto sia di forme, sia di dimensioni che di colore. Questi ultimi ben si prestano per la creazione di un greensward dal solo valore estetico, vista la loro scarsa tolleranza al calpestio e a ripetuti tagli.

 

di Stefano Assogna

 

 

Bibliografia

 

Stefano Assogna, Se tutti avessimo un giardino, Introduzione al giardinaggio mediterraneo, felice e sostenibile, 2016

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