Pillole di Garden Design (ep.4)

Regole base


Quando vi proponete di ideare degli accostamenti di piante in giardino, bisogna tener conto di alcuni principi. Essi vanno utilizzati contemporaneamente:


Semplicità. Secondo questo principio bisogna utilizzare le ripetizioni stando attenti ai continui cambiamenti e i dettagli superflui. Va usato per controllare il principio della varietà, poichè da solo comporterebbe un risultato assai monotono.

Varietà: la otteniamo utilizzando forme e colori diversi (grandezza della pianta, colore dei fiori, colore e grandezza delle foglie, ecc.) per aumentare l’attenzione di chi osserva. Se usata tenendo presente la semplicità non vi sarà rischio di eccedere.

Equilibrio: per trarre piacere visivo da una composizione floreale, essa deve essere in equilibrio, e cioè non presentare parti più pesanti delle altre. In caso di giardino formale, per porre equilibrio tra due aiuole basterà replicare gli stessi elementi geometrici. In un giardino informale invece un’aiuola voluminosa potrà essere bilanciata da un’altra più piccola ma con accenti particolari.

Enfasi: elementi particolari e inaspettati possono attirare l’attenzione di chi guarda e rendere molto più interessante un giardino. Possono essere usati anche per far distogliere lo sguardo da visuali poco gradite (ad esempio la casa del vicino in fase di costruzione) o per dirigere l’attenzione verso punti più lontani, aumentando così la profondità dello spazio.

Sequenza: tenendo in considerazione la sequenza si garantisce al giardino un graduale mutamento di forme, colori e misure. Essa scandisce il passaggio da un elemento all’altro e dirige lo sguardo di conseguenza.

Scala: con questo principio, utilizzando sapientemente le dimensioni delle piante, possiamo rendere importanti o meno gli elementi del nostro giardino. Ad esempio, porre un piccolo albero a fianco a un edificio aumenterà l’importanza di quest’ultimo, viceversa la diminuirà se si sceglierà un albero più grande.

Proporzione: serve a legare più elementi in modo tale da non farli risultare fuori misura.


Questi principi serviranno per ricreare la giusta armonia all’interno del vostro giardino. Errori progettuali gravi possono creare disordine agli occhi del visitatore, infastidirlo e indurlo a proseguire oltre.
Attenzione va posta anche all’accostamento dei colori. Uno schema monocromatico dalle diverse sfumature è semplice da realizzare e può dare grandi soddisfazioni. Al suo interno è comunque possibile inserire elementi di contrasto. Così dice Russel Page, uno dei più grandi paesaggisti dello scorso secolo: “Generalmente non m’interessa creare violenti contrasti di colore, ma di tanto in tanto una giustapposizione vivace servirà a conferire una nota d’armonia appena accennata: per raggiungere questo effetto raccolgo in gruppo i colori primari forti, per esempio i rossi, i gialli o i blu, e formo delle macchie di un’unica tinta con tutte le sue sfumature, da quelle di tonalità più vivace a quelle più opache, e, in un secondo momento, aggiungo una nota contrastante nel caso serva ad accentuare il colore della coltura principale, sia esso il rosso, il giallo o il blu”.
Lo schema policromatico richiede più attenzione e la conoscenza della teoria dei colori. Se vogliamo ottenere un effetto riposante e discreto, dobbiamo utilizzare colori affini, cioè contenenti lo stesso pigmento. Munitevi di una ruota dei colori e osservate quelli vicini tra loro: sono affini ad esempio il viola e il blu, il verde e il giallo, il rosso e l’arancio.

Nel giardino di San Liberato Russel Page ha saputo miscelare sapientemente ripetizioni ed elementi di contrasto. Oggi il giardino è diretto dal maestro giardiniere Claudio Palermo.

Si può utilizzare uno schema in contrasto, che invece è composto da colori che nella ruota si contrappongono, i cosiddetti complementari: verde e rosso, viola e giallo, arancio e blu. Questa scelta porta vivacità e allegria perché i due colori si esaltano a vicenda, ma può anche affaticare la vista. Calibrando la proporzione tra i due colori, ad esempio utilizzando più parti di viola e meno di giallo, si garantirà la giusta armonia.


Fonte

Quando piantiamo le nostre piante, ricordiamoci di farlo a quinconce, in modo tale da garantire la massima visibilità da più prospettive e la corretta crescita. La piantagione a quinconce è una disposizione delle piante messe a dimora ai vertici d’ideali triangoli equilateri. Porle una dietro l’altra non è mai consigliabile, salvo che le dimensioni tra una pianta e l’altra siano differenti così da giustificare sovrapposizioni. La distanza da scegliere nel momento dell’impianto è dettata dalla larghezza massima di ogni singolo esemplare. Ad esempio se a fianco a un Acanthus mollis (larghezza max 1 m) posizioneremo un Carex buchananii (larghezza max 60 cm) allora la distanza tra le due piante sarà di 80 cm (somma della metà delle due larghezze). Una volta scelte le piante adatte per il vostro giardino, provate a realizzare le prime aiuole seguendo questi piccoli e semplici consigli.
La progettazione è una delle fasi più delicate della creazione di un giardino ed è sempre consigliabile affidarsi a un progettista esperto, ma fare delle prove da soli può regalare grandissime soddisfazioni.

 

di Stefano Assogna

 

 

Bibliografia

 

Stefano Assogna, Se tutti avessimo un giardino, Introduzione al giardinaggio mediterraneo, felice e sostenibile, 2016

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